martedì 29 gennaio 2013

UNA POLITICA PARTECIPATA


Facendo seguito all’inaugurazione della sede e alla presentazione ufficiale alla cittadinanza, il comitato civico “UN’OPPORTUNITÀ PER TEANO” prosegue la campagna elettorale con il presidio di sabato 26 gennaio, tenutosi in Piazza Marconi durante il mercato settimanale, incentrato sulla raccolta firme a sostegno di una petizione contro la vendita dell’edificio di località S. Antonio originariamente destinato ad ospitare la Scuola Media “V. Laurenza”.

A sorpresa, l’afflusso spontaneo dei sottoscrittori è stato pressoché costante fin quasi alla chiusura del presidio, consentendo agli artefici dell’iniziativa di raccogliere circa 500 firme nel volgere di poco più di tre ore.


Al di là del merito tecnico, la petizione era finalizzata a mettere in risalto la farraginosità e l’inconsistenza dell’azione amministrativa condotta dall’attuale maggioranza, connotata da una totale mancanza di visione strategica e di prospettiva di lungo periodo.

Ma va sottolineato soprattutto un elemento: mentre gli altri gruppi che si agitano nello scenario politico cittadino sembrano intenzionati a condurre la loro campagna elettorale “alla vecchia maniera”, organizzando tavoli, riunioni e conciliaboli segreti che non perseguono altro scopo se non quello di fare addizioni aritmetiche di voti, c’è qualcuno, finalmente, che sembra essersi aperto a una visione “partecipata” della politica che è molto più consona alle esigenze della collettività ed agli standard di una civiltà a democrazia avanzata. Un coraggioso percorso di innovazione che non si esaurirà nel volgere di un’unica tornata elettorale, ma che mira a creare un vivaio politico da cui attingere anche per il futuro, estirpando ristrettezze culturali e abitudini mentali radicate e distorte che hanno finito per produrre danni incalcolabili su tutti i fronti del vivere civile.

Seguiranno, dunque, nuovi presidi e nuove iniziative di piazza, sia a Teano capoluogo che nelle frazioni. Per dimostrare, stando tra la gente, che ai problemi della collettività non si risponde con semplici addizioni, ma semmai con attenzioni solerti, improrogabili e concrete.

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