martedì 2 aprile 2013

La replica di Nicola Di Benedetto a Carmine Corbisiero non si è fatta attendere.

Noi abbiamo intrapreso la nostra strada, cercando di interpretare il pensiero del popolo Teanese. Se il degrado ha ormai preso il sopravvento sulle bellezze di Teano di qualcuno sarà la colpa? 


Finalmente si parte.
Egregio dottore ti ringrazio di essere intervenuto illustrando un punto di vista diverso e rappresentando con vigore le tue ragioni.
Letta la tua replica corposa (ndr una nostra comune web-amica mi ha qualche giorno fa consigliato di essere più sintetico), preferisco procedere per punti per evitare di dimenticare qualcosa.
È vero non ho partecipato ai consigli comunali degli ultimi anni, ma ho letto le relative delibere recuperate in qualche modo o pubblicate sul sito del Comune. Infatti si dà il caso che, negli ultimi 6 anni, il lavoro non mi ha permesso di esercitare il mio diritto dovere di cittadino, consentendomi di rincasare solo in orari serali abbastanza inoltrati. Il fine settimana ho, però, tentato di ovviare a questa mia mancanza civica, dedicandomi alla lettura degli atti alla ricerca di spunti di riflessione da sviluppare con l'Associazione "Città Sottili", che come ben sai è attiva sin dal 2008! Proprio la lettura di questi inconcludenti resoconti mi ha convinto sempre più della necessità di ricollocare il baricentro democratico tra la gente, di ricominciare a coinvolgere dal basso i cittadini sottraendo l'esclusiva della discussione ad un gruppo di "singoli" rappresentanti costantemente soli. A tal proposito, oltre che notare la mia assenza, ti sei mai stupito della scarsa partecipazione popolare ai lavori consiliari? Non hai avvertito un senso di disagio nel constatare l'evidente frattura tra gli amministrati e i suoi rappresentanti? Non hai mai pensato di portare "fisicamente" le tue battaglie politiche tra la gente? Non hai mai pensato di spiegare direttamente e con semplicità le tue ragioni ad un pubblico più numeroso?

Il comitato “Un’Opportunità per Teano”, con la scelta di non accettare tra le proprie fila i candidati eletti, ha suscitato i loro mormorii e i loro malumori. Infatti alcuni si sentono ingiustamente giudicati, messi al bando in blocco, a prescindere dalla propria storia personale e da ciò che hanno fatto nell’ambito del proprio incarico. Abbiamo però più volte chiarito che il gruppo non punta irridente il dito contro nessuno e non scomunica nessuno. Diversamente, boccia con decisione un intero sistema ed i risultati ottenuti da una classe politica che si è passata il testimone senza soluzioni di continuità. Così il Comitato ha scelto di dare un taglio netto con il passato, partendo coraggiosamente da zero e proponendo un rinnovamento totale. Questa è la linea che ha scelto di seguire il comitato e, pertanto, va interpretata come tale e non come accusa talebana a chicchessia. Il “rispetto” è un principio cardine del gruppo ed è quindi un sentimento condiviso da ogni componente nei confronti di tutti. Quindi continuare a parlare di "pulizia etnica", "carneficina", "demoni", "buoni o cattivi", "discriminazioni" è fuori luogo e senza senso. Ho la sensazione che questi vocaboli siano utilizzati ad arte solo per alimentare un luogo comune che ci vede dipinti e rappresentati come degli intolleranti, degli irragionevoli, dei fondamentalisti. Nel contempo credo, però, che queste semplicistiche deduzioni siano anch'esse il sintomo della reale degenerazione della politica teanese, dove sempre le stesse persone hanno rappresentato il sistema con cui si sono totalmente identificate. Ragion per cui proporre oggi di rimuovere un sistema, significa di fatto chiedere il giusto pensionamento dei professionisti della politica locale. Non ti sfuggirà che quella da noi imboccata è la strada più tortuosa e meno "conveniente", quindi può essere non condivisa ma, come tu ben sai, le scelte hanno, per loro natura, la controindicazione di scontentare qualcuno che spero, in questo caso, non rappresenti la maggioranza degli elettori. Io penso che è giusto finalmente proporre alla gente la possibilità di valutare in modo netto i risultati conseguiti dal sistema, chiedendo loro di esprimersi democraticamente a favore di una lista che non ne è espressione. A nulla vale il tuo tentativo di utilizzare il solito luogo comune per il quale in fondo siamo fatti tutti dello stessa pasta, tutti abbiamo qualche scheletro nell'armadio da nascondere, ragion per cui nessuno può permettersi il lusso di sentirsi diverso o, per meglio dire, nuovo. Questo approccio, se ci rifletti, è sintomo di vera intolleranza, di superficialità e di fondamentalismo etico.
Io non ho mai pensato opportunisticamente di sostituire i padri con i figli. Io ho parlato e dialogato con persone mature e coscienti che erano anche figli o parenti di qualcuno. Se avessi escluso a priori questo dialogo sarei stato veramente degno degli epiteti che oramai mi accompagnano. Per esemplificare, non mi interessano persone che hanno solo "il cognome", ma teste pensanti e persone serie che non devono essere discriminate per colpa di "un cognome".
Altra fandonia assoluta è quella degli "inesperti", pompata ad arte per instillare il dubbio. Anche qui mi permetto di smontare la tua congettura con i fatti. Il disastro che abbiamo intorno non l'hanno certo creato gli "inesperti" che tu temi, ma quelle persone "esperte" che hanno avuto modo di imparare bene, con la dovuta attenzione e secondo "natura", l'arte della mala-amministrazione. Avremo, spero, modo di dimostrare che degli "inesperti" sono stati in grado di risolvere qualcuno dei problemi storici della nostra comunità che gli "esperti" non hanno voluto e saputo affrontare.
Per quanto concerne "... il timido convegno ostico per la maggioranza dei cittadini ..." , questa frase non era riferita solo a voi. Preciso innanzitutto di non esser potuto intervenire alla tua manifestazione, con mio grande rammarico, a causa di impegni lavorativi già programmati in quel di Napoli. Inoltre ti rassicuro che io non ho inviato nessun "semplice uditore", ma molto probabilmente l'Associazione "Cittá Sottili" ha ritenuto di onorare il tuo invito presenziando alla manifestazione. L'errore di fondo che mi ero permesso di rilevare è stato quello di aver utilizzato un linguaggio di approccio troppo tecnico che tende a scoraggiare l'interesse del cittadino comune. Se nel titolo di un convegno concentri due sigle (PTCP e PUC) poco comuni, stai di fatto tentando di comunicare con i soli esperti che possono decodificarne il significato e capirne l'importanza; stai però nel contempo escludendo i più. La pianificazione urbanistica non è territorio esclusivo dei tecnici, perché non è il frutto di un mero esercizio tecnico, ma serve a tradurre in progetti le aspettative di sviluppo di un'intera comunità. Per poter pianificare, quindi, bisogna saper ascoltare la comunità coinvolgendola con una comunicazione semplice e diretta. Per questo stesso motivo, non ritengo altresì utile la presenza di politici "di colore", perché essa rende, a mio parere, ancor più difficile la spontanea partecipazione della gente.
Non ho parlato delle varianti al PdF perché purtroppo non ne conosco il dettaglio, ma, in linea del tutto generale, concordo con te che intervenire su aree vaste del territorio comunale nelle more della stesura del PUC è inopportuno. Ti ricordo però che bastava e basta non dichiarare l'interesse pubblico per gli interventi proposti e ti sottolineo, quindi, che la legge affida proprio al consiglio comunale, di cui tu fai parte e non io, la tutela di quegli interessi che ritieni potessero o possano essere violati.
Ammetto di non essere tanto abituato a comporre liste ma noto che anche tu hai le idee un po' confuse. Infatti se è vero come affermi che, a livello locale, l’unico collante delle liste civiche è il programma elettorale, come è possibile poi dire che in esse ".... spesso prevalgono logiche interpersonali ed anche i dissidi o le antipatie fra le persone...". La comunione di intenti programmatici dovrebbe favorire proprio il superamento di antipatie e personalismi, e, quindi, le due cose d'accordo non possono andare. La storia del nostro comune ti smentisce in pieno per un verso e ti dà ragione nell'altro. Infatti se tutte le liste civiche che si sono succedute alla guida della nostra città avessero avuto come collante un vero programma, oggi non saremo qui ad inorridire davanti al disastro. È vero, però, che esse sono state costruite facendo prevalere dissidi e antipatie, assumendo quindi quasi sempre caratteri personalistici. È proprio in questa tua ultima ammissione che risaltano quelle qualità negative che oggi volete appiccicarci addosso. Le liste non si dovrebbero comporre in base alla logica personalistica da te svelata, perché operando così si finisce per essere settari, fondamentalisti, familistici e carbonari.
Infine ti rassicuro che io non ho alcun interesse particolare da soddisfare e se qualcuno dei nostri candidati dovesse manifestare questa stramba ambizione sarebbe messo in condizione di togliere il disturbo. Con la fiducia della gente non si può scherzare.

P.S. Qualora il politico locale mio confidente volesse svelare la propria identità è libero di farlo


 P.S. Visto che il tempo oramai stringe consigliamoci a vicenda di concentrarci sui problemi e sulle soluzioni, rinviando l'analisi delle nostre diverse visioni ad un incontro pubblico con tutti gli altri candidati.

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